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Vito Andolini nasce a Corleone, in Sicilia, nel 1892, figlio di Antonio Andolini. Ha un fratello maggiore di nome Paolo. Nel 1901, suo padre e suo fratello vengono barbaramente uccisi dal boss mafioso locale. Il giorno del funerale del padre, il piccolo Vito assiste anche all' assassinio della madre presso la casa del boss locale.
Mandato in fretta e furia a New York da un gruppo di amici dei genitori, a Vito viene cambiato il cognome in Corleone, poiché all' ufficio di immigrazione, gli americani confondono il nome del suo paese con il suo cognome personale. Trova lavoro presso la drogheria di Genco Abbandando, che gli offre aiuto e ospitalità.
Ormai adulto, Vito sposa Carmela, da cui ha quattro figli: Santino, nato nel 1916, Alfredo, venuto al mondo nel 1919, Michael, avuto nel 1920, e Costanza, di classe 1927. Perso il lavoro di garzone a causa del boss Fanucci, Vito conosce Peter Clemenza, con cui compie piccoli furtarelli e altri reati minori. Quando uccide a colpi di pistola il boss Fanucci, Vito Corleone ne assume gradualmente l' eredità criminale: si tuffa nel mondo della prostituzione, del contrabbando, della corruzione, oltre che nel business della protezione, dei favori e, soprattutto, del gioco d'azzardo, eliminando o ricattando senza pietà tutte quelle persone che gli si presentino come un ostacolo, che siano altri mafiosi o uomini di legge.
Negli anni, arriverà in cima alla cupola della Mafia newyorkese, avvalendosi dell' abilità di collaboratori quali Clemenza, Luca Brasi, Salvatore Tessio, e di Frank Pentangeli. La sua spaventosa rete di criminalità attira anche molti politici corrotti, perfino diversi membri influenti del Congresso Americano, primo fra tutti il senatore ebreo Hyman Roth. Tuttavia essa gli assicura una feroce e sanguinosa rivalità con altri due potenti boss mafiosi newyorkesi quali Emilio Barzini e Philipp Tattaglia.
Fa da Padrino di battesimo in innumerevoli occasioni. Il suo figlioccio più illustre è Johnny Fontaine.
Nel 1946, quando è ormai Don Corleone il più potente signore del crimine di New York, la sua cosca risulta in grado di controllare l' operato delle altre cinque della città, ma nega a uno spacciatore di droga, Virgil Sollozzo, il proprio appoggio nel business delle droghe, ma questo provoca una violenta faida tra tutte le fazioni mafiose, che porterà a un ulteriore scandalo in quanto viene ucciso pure un capitano di polizia coinvolto in questo sporco giro di affari. Durante questa lunga e violenta successione di attentati, perfino Don Corleone viene colpito gravemente, ma non mortalmente. Nel 1948, quando Santino viene ucciso dai nemici della famiglia, Vito organizza un incontro con le altre famiglie in cui a malincuore accetta il contrabbando di droghe, pagando in tal modo il prezzo per la pace.
Muore per una salute assai precaria nel 1954, a sessantadue anni, lasciando la guida del suo impero mafioso prima al figlio santino e alla morte (per complotto con il marito di costanza) al figlio Michael, che, nel 1979 istituisce una fondazione benefica, volta a riciclare il denaro sporco dell' attività mafiosa della famiglia, a cui affida il nome "Vito Andolini Corleone".
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